RISULTATI-8

ANALISI MICROBIOLOGICHE DELLE ACQUE

Coordinamento prof. Augusto Sotgiu

 

Determinazione dei parametri microbiologici

L’analisi microbiologica è volta a determinare la carica microbica e a individuare i tipi di microrganismi presenti nelle acque naturali. Dal punto di vista igienico-sanitario occorre individuare le forme biologiche patogene, ossia portatrici di malattie. I più comuni agenti patogeni per l’uomo si ritrovano nelle sue feci, insieme ad altri microrganismi più innocui e assai più numerosi dei primi. Poiché i patogeni sono difficilmente evidenziabili nelle acque, sono ricercati alcuni organismi come i Coliformi totali e fecali la cui presenza indica che si è verificata una contaminazione di tipo fecale recente e che quindi potrebbero essere presenti anche agenti patogeni.

La ricerca di spore di Clostridi solfito-riduttori  è indicativa di inquinamento fecale non recente, in particolare quando non si riscontra presenza di Coliformi, perchè anche se sono presenti in numero largamente inferiore rispetto a questi ultimi le loro spore resistono molto più a lungo in acqua.

RISULTATI E DISCUSSIONE ANALISI MICROBIOLOGICHE

In tabella 1 sono riportati i risultati delle nostre analisi relative alla carica microbica totale, al contenuto di Coliformi totali determinati con il metodo del numero più probabile (MPN) e con il metodo delle membrane filtranti (MF), e alla ricerca dei Clostridi solfito-riduttori.

La determinazione della carica batterica a 20 °C serve a rilevare i microrganismi ambientali, mentre a 37 °C si ha sviluppo delle specie di origine animale. I valori da noi ottenuti sono compatibili a livello dimensionale con il valore di 105 unità trovato in letteratura riguardo ai corsi d’acqua. Un’alta carica batterica a 36 °C è indice di inquinamento domestico.

Dai dati raccolti risulta evidente la grossa differenza in contenuto microbico tra il torrente Erro e gli altri due corsi d’acqua, Bormida e Visone. In particolare, se ci si avvale anche in questo caso della tabella 2 notiamo che  mentre tutti e tre i corsi d’acqua non rientrano nei valori limite previsti per le acque potabili, come del resto ci si poteva aspettare, sempre relativamente alle analisi svolte (incomplete) e al punto del prelievo, l’Erro sembra rientrare nei requisiti per la balneazione, al contrario degli altri due che nelle stesse condizioni analitiche, cioè su campioni non diluiti, non hanno permesso un conteggio preciso a causa dell’elevato contenuto in Coliformi totali.

La tabella 3 consente la classificazione batteriologica delle acque superficiali destinate al consumo umano previa potabilizzazione. Dal confronto dei dati possiamo in questo caso notare che mentre il torrente Erro può appartenere alla prima classe di qualità gli altri due corsi d’acqua devono essere collocati quantomeno nella seconda.

Per concludere è d’obbligo però ribadire il fatto che con così pochi parametri studiati, per di più su di un campione singolo, le considerazioni fatte non possono avere che un valore indicativo e didattico, anche se comunque significativo.